CULTURA, ISTRUZIONE E SPORT

CULTURA, ISTRUZIONE E SPORT

Una politica culturale fatta non solo di grandi eventi. Un nuovo protagonismo del Teatro alle Vigne, più aperture e più apertura alla sperimentazione. Dalla riapertura del Museo Civico a una casa per la creatività giovanile, luogo di contaminazione tra i generi e di incontro. Garantire la sicurezza e la fruibilità piena degli impianti sportivi cittadini.

Una politica culturale

90. “Fare cultura”, in tempo di crisi, potrebbe apparire un lusso da permettersi solo con parsimonia, se non fosse che fare cultura significa porre le basi per una comunità davvero consapevole, aperta al mondo, riflessiva e creativa, e presuppone la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico e monumentale esistente, ma non solo. Per 110&Lodi, l’amministrazione deve diventare promotore e collettore organizzativo delle iniziative culturali della città, in rapporto sinergico con i diversi attori locali (singoli, associazioni e altre istituzioni); deve essere la guida che esprima un pensiero culturale forte, che si assuma piena responsabilità in ordine alle priorità, alle scelte e alla programmazione, nella selezione degli interlocutori e nella destinazione dei fondi a sostegno delle iniziative culturali. La cultura deve essere protagonista della vita cittadina come strumento di crescita, di rilancio economico, di miglioramento della qualità della vita e di dialogo in città. L’esperienza degli ultimi anni porta a riflettere sulla necessità di una politica culturale che passi non tanto e non solo attraverso grandi eventi, quanto piuttosto da un ventaglio di opzioni in cui il Comune di Lodi, a seconda dei casi, sia attore e protagonista propositivo o si metta a disposizione in modo efficace a sostegno di iniziative altrui di cui riconosce il valore e che intende promuovere.
91. La promozione della cultura può anche avvenire tramite patti di collaborazione tra cittadini e l’Amministrazione; si tratta di modalità che permettono ai cittadini di collaborare con il Comune, per gestire a titolo gratuito non solo parti della città (strade, piazze, parchi, aree comuni) ma che possono estendersi anche ai beni immateriali e digitali: possono nascere così progetti di
inclusione sociale, di sostenibilità ambientale, di diffusione culturale, di alfabetizzazione informatica.

Gli spazi per fare cultura

92. Due sono i nodi principali da risolvere: da un lato la scarsità di luoghi idonei e disponibili, sia pubblici sia privati, dall’altra la non gratuità degli spazi pubblici. A eccezione del CLAM di Piazzale Forni, mancano spazi appositamente dedicati ai giovani. Per 110&Lodi bisogna ripartire da qui: dalla creazione di spazi per l’espressione artistica e la creatività, luoghi di contaminazione e di promozione culturale, in cui soprattutto i più giovani (ma non solo) possano fare musica, arte e tutto ciò che è creatività condivisa ed espressione alternativa. Possibili spazi da utilizzare: la sede di Villa Braila o la palazzina ex ATM nel quartiere delle Fanfani che necessita di una pronta riqualificazione.
93. È necessario mettere in pratica un collegamento fattivo tra le realtà associative presenti in città, creando una rete che ottimizzi le proposte e l’allocazione delle risorse disponibili, meglio di quanto fatto finora. Nel dialogo tra e con le diverse culture che fanno parte del tessuto cittadino è ormai ora di superare il paradigma del fare intercultura, anche fisicamente, in spazi separati dai luoghi della cultura, per far entrare l’intercultura dalla porta principale attraverso la progressiva integrazione della Multibiblioteca, che ha sede in Via Cavour, con la Biblioteca Laudense.

La Biblioteca Laudense

94. La Biblioteca non può testimoniare solo l’esempio di un importante recupero immobiliare, ma deve porsi come il vero polo culturale cittadino, la cui funzione primaria rimane quella di sostenere il valore del libro e della lettura, favorendone la circolazione tra i cittadini. È certo che senza libri non c’è biblioteca, pertanto è necessario invertire la rotta rispetto ai tagli praticati alle risorse disponibili per gli acquisti librari, che negli ultimi 5 anni sono stati dimezzati. La messa in carico al Comune di Lodi del Sistema Bibliotecario Lodigiano, come ente capofila sostitutivo della provincia, deve essere visto come un sostegno al ruolo primario della Biblioteca Comunale.
95. La Biblioteca Laudense deve sviluppare progetti e sinergie (mostre, circoli di lettura, presentazioni delle novità letterarie, laboratori…) per favorire la diffusione dell’informazione e sostenere una città aperta, dialogante e autonoma nelle proposte e nelle scelte. Necessario diventa il ripensamento delle risorse umane da destinare a questo servizio, non solo in termini
numerici, da potenziare, ma soprattutto per competenza e capacità di interazione, al fine di estendere i servizi e di potenziare il ruolo culturale e informativo della Biblioteca stessa.

Villa Braila e la Biblioteca Storica

96. 110&Lodi intende porre al centro dell’attenzione anche la destinazione d’uso e di funzione delle diverse sedi cittadine di cui la Biblioteca Laudense si avvale, per decongestionare la sede centrale e per prediligere una differenziazione e un decentramento “rionale” delle funzioni della Biblioteca. Villa Braila necessita, con urgenza, interventi di manutenzione straordinaria e di restauro conservativo, proprio perché rappresenta un luogo d’elezione da valorizzare e integrare come sede di biblioteca dedicata allo studio.
97. Parte integrante di questo progetto deve essere il ripensamento sulla fruibilità e sull’apertura della Biblioteca Storica (un pezzo del patrimonio della Biblioteca Laudense, solo in parte catalogato, praticamente non consultabile e quindi non utilizzato), con la creazione della figura di un curatore, garante di collegamenti fruttuosi con altre istituzioni culturali. La vitalità di una Biblioteca intesa come polo culturale cittadino deve, inoltre, prevedere un collegamento con le altre Biblioteche e le istituzioni culturali del territorio. L’apertura all’alternanza scuola-lavoro, dovrà essere pensata e coordinata all’interno di un progetto più ampio che coinvolga l’Amministrazione Comunale in tutti i suoi servizi.

Il Teatro alle Vigne

98. Il Teatro comunale e la sua azione necessitano di un potenziamento per ciò che attiene alla proposta complessiva e al rapporto con la città. È necessario concludere gli interventi per la messa in sicurezza della struttura sotto il profilo degli impianti e degli apparati di scena. Deve essere rafforzato il ruolo culturale del teatro, nella cura della comunicazione degli eventi, nella maggior fruizione degli spazi complessivi, a partire dalla Sala Rivolta e dal cortile che dovranno tornare a ospitare la rassegna cinematografica estiva di “Lodi al sole”.
99. La proposta teatrale dovrà essere diversificata, includendo la presenza di compagnie “giovani”, non in senso esclusivamente anagrafico, ma aperte al nuovo, sia per contenuti sia per sperimentazione formale, mentre si predispone il potenziamento del supporto organizzativo da fornire alle “Officine del Teatro”. A partire proprio da questa esperienza andrebbe strutturata l’apertura di una residenza che possa ospitare, a rotazione ma per un periodo di tempo congruo, realtà teatrali emergenti che utilizzino gli spazi disponibili per articolare proposte di produzioni e di laboratori.

Il Museo Civico

100. Ancora chiuso e latitante ormai da anni, rappresenta una ferita aperta nella comunità cittadina: se vogliamo rilanciare Lodi anche grazie al suo patrimonio storico e artistico è indifferibile la sua riapertura. I fronti su cui intervenire sono due: da una parte è necessaria una ricognizione puntuale dello stato di degrado dell’immobile che dovrebbe ospitare il Museo Civico, i cui lavori sono stati interrotti nel 2009; va risanato e ultimato, partendo dalle varianti al Progetto originario approvate nel 2008 previa una attenta valutazione rispetto a ulteriori adeguamenti necessari. Dall’altra è urgente una ricognizione sullo stato di conservazione del patrimonio museale: la pinacoteca è chiusa in caveau dal 2011, e più si aspetta, più i costi dell’eventuale
restauro/recupero e i rischi di danneggiamento alle opere aumentano; riflessione che, a maggior ragione, vale per la collezione Ceramica e i materiali pertinenti alla sezione del Risorgimento, conservati presso i depositi della Biblioteca Laudense e i reperti archeologici collocati presso i depositi comunali dell’ex Linificio. Il tema del reperimento delle risorse è centrale sia per l’ultimazione dei lavori che per sostenere la gestione del Museo Civico. Proponiamo di valutare la possibilità di accendere un mutuo per completare il restauro della Cavallerizza, procedendo attraverso bandi e forme di partenariato pubblico/privato per la futura gestione; studiando la possibilità, a livello provinciale, di un modello gestionale che possa coinvolgere, consentendo economie di scala, anche gli altri Musei del territorio. Se non sarà possibile nel breve periodo questa soluzione, saranno da valutare soluzioni per permettere l’apertura temporanea di parti del museo in altre sedi, per esempio sfruttando i locali nell’adiacente convento di S. Domenico.
101. Riteniamo sia doveroso effettuare tutti i lavori indispensabili per salvaguardare uno dei più prestigiosi capolavori artistici della città, il Tempio Civico dell’Incoronata. Riteniamo sia inoltre necessario valorizzare maggiormente delle realtà uniche come Il Museo Gorini e il Museo della Stampa.

Istruzione

102. Innanzitutto riteniamo sia necessario un intervento radicale e tempestivo, dai nidi alla scuola secondaria di secondo grado, per quanto attiene alla manutenzione e alla riqualificazione degli spazi scolastici e alla loro messa a norma sotto il profilo della prevenzione anti incendio (quasi tutti i plessi scolastici ne sono privi), della sicurezza degli impianti elettrici e della salubrità degli ambienti, a partire da una puntuale ricognizione dell’amianto ancora non rimosso.
103. Riteniamo sia necessario il ritorno alla gratuità del trasporto scolastico per gli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria residenti a Lodi. Si tratta di un servizio essenziale per garantire la frequentazione puntuale da parte degli alunni provenienti da famiglie non in grado di provvedere direttamente all’accompagnamento. In sede di rinnovo dell’appalto per il trasposto è
necessario prevedere la possibilità dell’uso dei mezzi in dotazione anche per l’accompagnamento delle classi per lo svolgimento di attività curricolari nelle adiacenze della città.
104. Per 110&Lodi il Progetto Pedibus va inteso come manifestazione tangibile di un cambio di stile di vita nella direzione della mobilità dolce, attraverso il coinvolgimento diretto delle famiglie, in rete con i plessi scolastici delle scuole primarie di Lodi e con la collaborazione delle associazioni locali. Intendiamo proporlo in tutta la sua valenza formativa e non come evento spot o
occasionale, ma come parte integrante di una proposta educativa complessiva che si sposi con gli interventi che l’amministrazione metterà in campo in ambito di mobilità cittadina, attraverso un intervento a favore dell’incremento della sicurezza della mobilità pedonale e ciclistica. Va ricordato che i fondi per questo tipo di iniziative possono essere ricavati dai proventi delle sanzioni stradali.

Contributi equi a sostegno delle scuole

105. Nell’ambito del Piano per il Diritto allo Studio sosteniamo la necessità di una revisione delle tariffe a carico delle famiglie del contributo previsto per accedere al servizio di “pre e post scuola” (essenziale per la conciliazione dei tempi casa/lavoro) e per quello di refezione scolastica, con la previsione di sensibili riduzioni nei casi in cui più di un alunno, per nucleo famigliare, usufruisca di entrambi.
106. Nell’attuale momento di scarsezza di risorse a disposizione della scuola pubblica riteniamo sia ormai il tempo di ridimensionare i contributi a sostegno delle scuole primarie paritarie e di condizionare la messa a disposizione delle risorse previste alla presentazione di una puntuale rendicontazione. Pur nel rispetto della funzione che svolgono le scuole paritarie, in particolare per quanto riguarda le scuole per l’infanzia, dove spesso non esiste un’alternativa pubblica, riteniamo prioritaria la revisione della Convenzione stipulata dal Comune di Lodi con queste scuole, ridimensionando gli stanziamenti annui, extra Convenzione, a sostegno delle progettualità integrative. Va infatti considerato che le scuole primarie paritarie sono frequentate
da una platea considerevole di alunni non residenti in città e che il numero degli alunni, per classe, è sensibilmente inferiore rispetto a quello delle classi delle scuole pubbliche. Il contributo comunale erogato “per classe”, svincolato cioè dal numero effettivo dei beneficiari, fa sì che il contributo per ogni alunno sia molto più elevato di quello dato agli alunni delle scuole pubbliche, scuole in cui, sempre più spesso, sono i genitori a farsi carico, più o meno volontariamente, di alcuni interventi necessari per il loro funzionamento.

Sostegno all’attività sportiva

107. 110&Lodi ritiene necessario sostenere l’attività sportiva di base attraverso una reale sinergia con le società e le associazioni sportive locali. Per ciò che concerne il sostegno dell’attività sportiva di base, intendiamo favorire la gestione diretta degli impianti da parte delle società sportive e riducendo i canoni di concessione delle strutture utilizzate, nei casi di società dedite all’avviamento allo sport e con particolare attenzione ai cosiddetti sport minori.
108. Per ciò che riguarda la messa in sicurezza delle strutture e la lor fruibilità, puntiamo a mettere in campo un programma di interventi di manutenzione e di risanamento delle strutture più compromesse e una maggior attenzione alla gestione ordinaria delle medesime. Riteniamo che la valorizzazione della pratica sportiva debba passare attraverso il rafforzamento del rapporto
con la Delegazione provinciale del CONI, in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e l’ASL. Prospettiva di impegno per l’Assessorato allo Sport sarà la promozione di attività di sensibilizzazione e di prevenzione rispetto a problematiche attuali quali doping e bullismo.

Piscina Faustina

109. A oltre tre anni dalla sua apertura, le informazioni relative alla gestione dell’impianto della Faustina sono insufficienti e non in grado di fugare tutti dubbi relativi alla sua sostenibilità. Si tratta di un impianto di eccellenza ma sovradimensionato rispetto alle esigenze della città che finora non è stato in grado di attrarre presenze significative al di fuori di Lodi. Gli avvicendamenti avvenuti sul fronte della gestione e il coinvolgimento di ASTEM S.p.A. nella società di gestione Sporting Lodi, l’azzeramento del capitale sociale, di oltre seicentomila euro, rilevato alla fine del 2016, la garanzia che impegna il Comune di Lodi per oltre dodici milioni di euro, sono elementi preoccupanti che esprimono l’opacità con cui l’intera vicenda è stata condotta dall’Amministrazione uscente. Il nostro primo impegno sarà quello di aprire a una vera e propria “operazione trasparenza” e di dare vita a un ampio coinvolgimento della cittadinanza, delle società sportive e delle realtà associative interessate, al fine di svolgere una valutazione condivisa che, a partire dall’eredità pesante di questi primi tre anni di attività, solo in minima parte nota, possa garantire futuro all’impianto senza gravare ancora più pesantemente sulle casse del Comune.

Piscina Ferrabini

110. Riteniamo la piscina Ferrabini un impianto irrinunciabile per la città. Dalle informazioni a disposizione non è chiaro quale sia l’effettiva entità dei lavori necessari per la sua apertura, in quanto abbiamo raccolto opinioni diverse sullo stato del fondo della piscina e del funzionamento delle macchine (pompe, filtri ecc.). Visto che la tornata elettorale si concluderà a fine giugno, ci impegniamo a valutare la possibilità di realizzare un minimo di lavori necessari per l’apertura emergenziale, almeno nei week end, a partire dalla seconda metà di luglio 2017. Ci impegniamo a effettuare i lavori per l’apertura regolare nella piscina a partire dal 1 giugno 2018.