LAVORO, GIOVANI E ATTIVITÀ PRODUTTIVE

LAVORO, GIOVANI E ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Intervento di sistema per sostenere, reciprocamente, il settore culturale, quello turistico e le attività commerciali attraverso una programmazione condivisa e strutturata. Spazi a disposizione dei giovani, accoglienza per le persone migranti.

Attività produttive, commercio

66. In tutta la città il commercio al dettaglio è ormai da anni in seria difficoltà. Le iniziative messe in campo finora dall’Amministrazione comunale, anche con il supporto delle associazioni di categoria, non hanno avuto esiti favorevoli. Non basta la formula, ormai datata, delle “notti” estive, variamente colorate, circa una al mese da giugno a settembre, per rivitalizzare la città o il centro storico.
67. Pensiamo a un intervento di sistema che, con l’obiettivo di sostenere il piccolo commercio locale, tenga conto di una molteplicità di aspetti: piano della sosta e trasporti pubblici; orari, gestione della logistica e delle merci; sinergie tra attività culturali, turistiche, commerciali che coinvolgano l’intera città in un piano di rilancio complessivo. È necessario attivare una programmazione di lungo periodo attraverso una interlocuzione costante e una ispirazione reciproca tra Amministrazione, esercenti, operatori dei settori interessati, associazioni di categoria.
68. Bisogna favorire, anche attraverso la semplificazione di norme e procedure, l’insediamento di attività innovative e la pratica della filiera corta, valorizzando le peculiarità del nostro territorio e collegando l’agricoltura e i produttori locali attraverso la Piccola Distribuzione Organizzata. È prioritario difendere le piccole realtà commerciali dalla grande distribuzione, non solo escludendo l’insediamento di grandi centri commerciali ma anche evitando il proliferare di strutture afferenti alla media distribuzione, cosa avvenuta nel corso dell’ultimo mandato amministrativo, con gli strumenti urbanistici contenuti nel Piano di Governo del Territorio comunale e provinciale (PTCP) ed evitando di procedere a colpi di varianti urbanistiche.

Lavoro

69. A Lodi come in tutto il paese la crisi impatta sul mondo del lavoro con aziende in liquidazione, fabbriche, uffici, negozi chiusi o a rischio chiusura. Riteniamo che le misure per l’efficienza energetica degli edifici possano creare occupazione e generare valore sul territorio. Anche le pratiche di economia circolare, legate alla riduzione dei rifiuti, al loro riciclo e riuso, possono essere declinate al fine di generare posti di lavoro.
70. È importante valorizzare le peculiarità territoriali (la filiera agro-alimentare) e la presenza di know-how scientifico (Parco Tecnologico Padano e Università), attivando forme di sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile attraverso la creazione di un “incubatore” di start-up, l’uso del micro-credito e di incentivi fiscali.
71. Diverse fra le 110 proposte di 110&Lodi sono relative alle iniziative che il Comune di Lodi può mettere in campo per sostenere i lavoratori e il mondo delle imprese, per fare di Lodi una città leader nello sviluppo di attività produttive competitive, compatibili con l’ambiente e in grado di reggere le sfide sociali e ambientali di questo secolo. Fra le iniziative specifiche citiamo:
• potenziare lo Sportello Unico per le Attività produttive (SUAP), per semplificare, chiarire, indirizzare, assistere le piccole imprese;
• potenziare lo Sportello Energia in modo che possa dialogare con i piccoli artigiani per trovare le soluzioni energeticamente più vantaggiose in termini di efficienza energetica (che si traduce in risparmio economico);
• avviare un tavolo di confronto permanente con gli istituti di credito presenti in città per facilitare l’accesso al credito delle realtà produttive medio/piccole;
• introdurre riduzioni sulla tassa rifiuti a chi attuerà misure di efficienza energetica e/o di riduzione dei rifiuti, oltre agli sconti già esistenti sulla tassa rifiuti per chi consegna le merci con servizi ecologici;
• privilegiare, nell’ambito delle disposizioni di legge sulla trasparenza e la concorrenza, le imprese del territorio per l’assegnazione di lavori pubblici e incarichi di forniture, al fine di ridurre le emissioni;
• potenziare le misure di conciliazione famiglia lavoro anche per i piccoli artigiani;
• valutare la possibilità di creazione di un’APEA (Area produttiva ecologicamente attrezzata) in cui i piccoli artigiani possano fare rete tra di loro e con realtà più grandi per generare economie di scala e scambi di know-how.

Giovani e minori

72. Anche nel nostro territorio la piaga della disoccupazione giovanile è allarmante e, pur non essendo il lavoro materia direttamente di competenza comunale, l’Amministrazione dovrà attivarsi per favorire l’imprenditoria giovanile, l’incontro tra i giovani e il mondo del lavoro, la messa a disposizione di spazi che i giovani possano occupare e fare propri. Spazi per la socialità, spazi per fare cultura, spazi per contaminarsi, spazi per sperimentare, spazi per crescere, spazi per lavorare.
73. È necessario un approccio complessivo e di lungo periodo al tema delle aree dismesse – anche quando si tratta di aree di proprietà privata – e una ricognizione che coinvolga l’intero patrimonio pubblico al fine di pensare e ripensare spazi e luoghi dove, anche sviluppando reti orizzontali, i giovani possano mettersi in gioco, con un nuovo protagonismo, proprio a partire dai
settori più innovativi della fotografia, del video-making, dei nuovi linguaggi di programmazione e della stampa 3D, dell’arte e dell’intercultura, affiancandosi e apprendendo reciprocamente.
74. Esistono esempi virtuosi in altre città (per esempio Sesto San Giovanni e Milano) in cui spazi messi a disposizione dai Comuni generano sinergie, opportunità, accrescimento delle competenze e lavoro. Pensiamo anche ai patti di solidarietà tra Amministrazione comunale e associazioni, come accade a Bologna, dove, tramite il progetto “Collaborare è Bologna”, viene
offerta la possibilità alle associazioni del territorio di gestire beni comunali in disuso o da valorizzare, nel rispetto di quanto previsto nell’articolo 24 del decreto 133-12/9/2014, secondo il quale “I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere”.
75. Riteniamo sia necessario promuovere la creazione di un tavolo di regolare confronto con coloro che operano contro la dispersione scolastica, per esempio il Consorzio Lodigiano per i Servizi alla Persona, l’Ufficio VIII A.T. di Lodi, UONPIA (Unità Operativa di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza) di Lodi, per monitorare e contenere i numeri della dispersione medesima, oltre che l’efficacia e l’efficienza degli interventi messi in atto a partire dagli studenti delle scuole secondarie di primo grado; un altro obiettivo è quello di accompagnare i giovani nel loro percorso in fuoriuscita dalla tutela minori e aiutare i minori stranieri non accompagnati inseriti nelle strutture presenti sul territorio. Si dovrebbe ricorrere, inoltre, anche in questi casi, allo strumento delle borse lavoro, ottimo per favorire il reinserimento lavorativo, per promuovere, laddove possibile, dopo un periodo di inserimento in prova, una assunzione a tempo determinato.
76. Puntiamo a potenziare i servizi esistenti, per esempio i cosiddetti Credito Rosa e Credito Giovani, sotto il profilo delle risorse messe a disposizione e della comunicazione diffusa e ad ampliare il ruolo del Centro Informagiovani che dovrà diventare il vero punto di riferimento e snodo informativo per i giovani che vivono e agiscono sul territorio. Proprio riguardo all’Informagiovani, è necessario un ampliamento e un potenziamento del servizio offerto, nell’ottica di offrire ai giovani un più completo panorama sul mondo del lavoro, permettendo loro di cogliere ogni possibile occasione. L’Assessore alle politiche giovanili e l’Amministrazione tutta dovrebbero allestire tavoli di confronto con le associazioni giovanili, fornendole, ove possibile, dei mezzi e degli spazi necessari per la loro attività. Anche la Consulta Provinciale degli Studenti di Lodi dovrebbe essere maggiormente protagonista dei programmi dell’amministrazione per la gioventù, riflettendo su progetti comuni, sostenibili grazie ai fondi del Ministero annualmente erogati alle Consulte Provinciali degli Studenti.

Migranti

77. Lodi deve fare la sua parte, assieme agli altri Comuni italiani, nell’accoglienza delle persone che fuggono dalle guerre e da condizioni di vita tremende. Lodi deve assumere, con coraggio, la sua parte di responsabilità per far fronte a una situazione, ormai strutturale, che non può essere affrontata – e men che meno risolta – a colpi di slogan o mettendo in campo pratiche che già si sono dimostrate fallimentari. L’Amministrazione comunale è chiamata ad agire a diversi livelli e a interagire con Associazioni del territorio e con la Prefettura, facendosi garante del coordinamento delle azioni messe in atto, del controllo dell’efficienza e dell’efficacia delle medesime, per agevolare ove possibile, secondo i termini di legge, l’inserimento dei migranti nel tessuto sociale locale.
78. L’Amministrazione comunale deve progettare e mettere in atto inoltre concrete azioni di sensibilizzazione culturale e conoscenza delle diverse culture non solo nelle scuole, ma soprattutto tra i cittadini per promuovere la crescita di una società veramente aperta al diverso e al dialogo interculturale; deve farsi promotrice, in collaborazione stretta con il mondo della  scuola e attivando momenti di confronto pubblico, di approfondire la conoscenza dei fenomeni migratori nella loro complessità; deve favorire, attraverso la messa a disposizione di luoghi finora inutilizzati, la creazione di una rete di accoglienza diffusa, al di fuori di una logica emergenziale; può impiegare, in misura maggiore di quanto si sta già facendo, i migranti e i richiedenti asilo in lavori socialmente utili, mettendo in campo uno scambio virtuoso con la città.
79. Confermiamo l’opportunità di rinnovare l’adesione del Comune di Lodi al progetto SPRAR e, contemporaneamente, ribadiamo la necessità di potenziare, l’esperienza di ospitalità presso singoli nuclei famigliari. Allontanare lo sguardo dal disagio significa rinviare – ma non certo risolvere – le difficoltà che si pongono alla nostra attenzione. Difficoltà che nascono dalla mancanza di conoscenza e di comprensione reciproca, difficoltà di convivenza, difficoltà che derivano dalla scarsità di risorse disponibili e spendibili, difficoltà di adattamento e anche di accettazione dei cambiamenti in corso.
80. Il tema del degrado, dell’incuria, del vandalismo, dell’inciviltà e dell’insicurezza non è ben diverso da quello delle difficoltà legate all’accoglienza di chi, migrante, chiede ospitalità in città. In ogni caso, però, sia nel primo che nel secondo, la miglior ricetta rimangono l’uso più diffuso e condiviso possibile degli spazi pubblici e la promozione del benessere delle persone. Servono politiche territoriali finalizzate alla conoscenza reciproca, all’integrazione, all’accoglienza, alla mediazione e alla presa in carico. Presa in carico anche della paura e della paura di avere paura: costruire ponti, non muri.