MOBILITÀ, RIFIUTI, CIBO

MOBILITÀ, RIFIUTI, CIBO

Aggiornare il Piano della Mobilità per ridurre il traffico e la congestione delle strade. Sterzare decisamente verso la promozione della mobilità sostenibile, ciclabile e pedonale. Utilizzare meglio le risorse, ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza fa guadagnare e genera posti di lavoro.

Mobilità motorizzata

11. Il traffico a Lodi è ancora fonte di ingorghi, di rumore, di inquinamento. È spesso disordinato, mal organizzato, pericoloso per i pedoni e per i ciclisti, per i bambini e per gli anziani. Proponiamo come prima cosa l’aggiornamento e la ridefinizione complessiva del Piano Urbano della Mobilità, anche considerato che quello attuale ha ormai più di 10 anni e si basa in buona parte su dati di traffico di 15 anni fa.
12. Gli interventi devono essere coordinati e ben progettati, e non lasciati all’improvvisazione. Fra gli interventi puntuali sono necessari:
• sistemazione della viabilità di Piazza Medaglie D’Oro, sperimentando e poi applicando soluzioni per ridurre gli ingorghi, a partire dal sistema di rotonde previste dal Piano della Mobilità;
• estensione delle “zone 30” nelle zone residenziali, e miglioramento di quelle esistenti solo sulla carta;
• estensione delle “zone 20” nelle zone centrali della città (che disincentivano il traffico automobilistico ma non puniscono gli automobilisti);
• controllo della velocità dei veicoli tramite strumenti automatici, anche per favorire gli attraversamenti pedonali;
• estensione dei parcheggi a pagamento nelle zone centrali della città e nelle aree limitrofe al centro, ottimizzando altresì i controlli sui pass disabili e sulla sosta.
• miglioramento dei collegamenti tra i parcheggi esterni al centro storico e la città: chi lascia l’auto in questi parcheggi non deve fare un percorso a ostacoli su marciapiedi stretti, ma deve trovare un percorso invitante. In questo modo si evita il traffico di auto alla ricerca del parcheggio;
• garantire per alcuni parcheggi lontani dal centro (per esempio il parcheggio presso l’Ospedale) un servizio di navette, e di bici a noleggio da riparare in strutture protette;
• razionalizzazione complessiva dell’attuale sistema dei parcheggi, che ha a disposizione quasi 3.000 posti auto, ma con orari e tariffe non coordinati. Proponiamo di migliorare le informazioni sulla disponibilità di parcheggi, tramite app e altri dispositivi, e ottimizzando il funzionamento del Lodi Mobile Park;
• migliorare il sistema della logistica: troppi sono i furgoni che passano in centro, in modo non coordinato (lo stesso furgone passa anche una decina di volte al giorno nella stessa via). Si tratta di sperimentare forme innovative di gestione delle merci – come degli hub periferici per lo scarico – che garantiscano efficienza, riducano l’inquinamento e i disagi portati dai continui
andirivieni di questi mezzi;
• effettuare controlli sul passaggio dei tir e trattori in zone vietate e senza i necessari permessi (per esempio in viale Dalmazia e via San Bassiano);
• ammodernare il sistema dei semafori, causa di rallentamenti e spesso intoppi nei flussi del traffico, con nuovi sistemi di gestione dell’onda verde semaforica;
• coinvolgere le imprese e le associazioni di categoria per l’avvio di azioni per la mobilità sostenibile dei dipendenti e per lanciare servizi innovativi e mezzi a basse o zero emissioni per imprese e artigiani;
• valutare possibili modifiche alle aree di stazionamento dei pullman e il percorso dei medesimi in città, stante il congestionamento del traffico tra Piazzale Fiume, Stazione Ferroviaria, Viale Dante, Piazza Medaglie d’Oro in concomitanza dell’ingresso degli alunni delle scuole presenti nell’area (leggi Bassi, IC Cazzulani, Einaudi).
13. Altri interventi necessari riguardano il sistema della mobilità condivisa e dei mezzi pubblici. Tra i nostri obiettivi ci sono:
• incentivare il car pooling e creare anche a Lodi di sistemi di car sharing per diminuzione il traffico;
• ampliare la Zona a Traffico Limitato (ZTL) e l’isola pedonale, perché chi cammina nel salotto della città non deve temere di essere investito o asfissiato da auto e autobus;
• razionalizzare il percorso degli autobus, esigendo nel contratto di servizio la rottamazione dei mezzi più inquinanti e un piano di riconversione dei mezzi verso la trazione elettrica.
14. Per favorire lo sviluppo di veicoli meno inquinanti, l’Amministrazione comunale deve dare l’esempio acquistando veicoli elettrici, bici a pedalata assistita e auto elettriche, e lavorare affinché nel centro storico della città circolino solo bus elettrici.
15. Il Comune di Lodi deve lavorare per sviluppare un sistema di car sharing, dismettendo alcuni veicoli per sostituirli con veicoli in condivisione con associazioni (es. la Banca del tempo) e i cittadini, e in sinergia con sistemi di car sharing aziendali, in particolare per le grandi aziende del territorio, con cui vanno studiati forme di incentivazione all’adozione di forme di mobilità
sostenibile.

Mobilità non motorizzata

16. Riteniamo indispensabile favorire la crescita della mobilità non motorizzata (pedonale e ciclistica) a Lodi, ridurre l’incidenza del traffico privato a motore e il consumo di energie non rinnovabili, favorendo un modello di mobilità dolce per i cittadini di oggi e le generazioni future. Ma è necessario assicurare qualità agli spazi dei pedoni, che devono essere più sicuri, senza trappole (buche, incroci pericolosi) e continui.
17. Lodi ha già diverse piste e corsie ciclabili, ma devono essere mantenute in buone condizioni, occorre che siano unite in una rete che assicuri continuità e devono essere riconoscibili dai ciclisti. Questi obiettivi possono essere raggiunti con la progressiva attuazione del BICIPLAN comunale già in vigore, definendo chiari obiettivi e priorità e un sistema di periodica verifica degli interventi realizzati. In particolare dovranno essere realizzati tutti gli “Interventi puntuali di manutenzione eseguibili con poca spesa”, nonché gli “Interventi di riordino funzionale di una strada o di un sistema di strade”, previsti dal BICIPLAN. Dopo l’attuazione del BICIPLAN esistente, intendiamo valutare la necessità di un ulteriore sviluppo di percorsi ciclabili, delle isole
ambientali e zone a traffico moderato nelle parti di città di nuova edificazione. L’ampliamento della rete dei percorsi ciclabili e delle zone a traffico moderato, la realizzazione di isole ambientali e di sistemi per la moderazione del traffico in tutte le zone residenziali sono un elemento indispensabile per una città a misura di donne e uomini, di bambini e anziani. Fra gli interventi puntuali che abbiamo individuato sono necessari:
• la sistemazione della pista ciclabile in Viale Piacenza, compresa la segnaletica e l’illuminazione;
• la realizzazione di un percorso ciclabile a lato del sottopasso di Via San Colombano, necessario per permettere un collegamento ciclabile alternativo durante i lavori di allargamento del sottopasso di Via Dall’oro – Viale Pavia, che comporteranno la chiusura del sottopasso stesso per più di 6 mesi;
• la realizzazione degli interventi previsti dal progetto presentato nel bando regionale “Colleg’Adda”, come il ponte Ciclabile su Via Sforza nei pressi di via Bergognone, la pista ciclabile a doppio senso in Viale Rimembranze (con introduzione del senso unico di marcia per le auto), il percorso ciclabile in Via Martiri di Cefalonia, il percorso ciclabile in Via Cavezzali, la pista ciclabile in Via Cadamosto, il Ponte sulla Roggia Tovaiera;
• il potenziamento dei parcheggi per biciclette in stazione, che oggi sono insufficienti;
• “fare il tagliando” alle piste ciclabili esistenti (per esempio in Via San Bassiano) migliorando la pavimentazione e studiando nel dettaglio le soluzioni per le criticità esistenti;
• il superamento delle numerose barriere alle biciclette presenti in numerosi punti strategici del centro storico, tramite la realizzazione di doppio senso per le biciclette, in particolare nei punti in cui il transito in doppio senso è già oggi è frequente e di fatto tollerato;
• pedonalizzare le principali vie del centro storico nei giorni di sabato e domenica, quando il traffico di pedoni e ciclisti è particolarmente elevato, come avviene in molte città italiane;
• controllare i parcheggi abusivi e che intralciano il traffico di autobus, di pedoni e biciclette;
• eliminazione delle barriere architettoniche per disabili e carrozzine.
18. Riteniamo sia necessario il potenziamento dell’Ufficio Mobilità Ciclistica col ruolo di “cabina di regia” tra i diversi il Assessorati (Urbanistica, Ambiente, Lavori Pubblici, Mobilità, Cultura) a vario titolo competenti su temi attinenti alla mobilità ciclistica, per il coordinamento strategico e per la qualità degli interventi, ad esempio per:
• promuovere con azioni diverse presso la cittadinanza, nei luoghi di lavoro, nelle scuole di ogni ordine e grado, percorsi di sensibilizzazione alla mobilità sostenibile e all’utilizzo della bicicletta in città e non solo, in collaborazione con FIAB Lodi Ciclodi;
• promuovere le intese con le scuole e le associazioni per ripristinare e rendere strutturali i Pedibus e/o i BiciBus con percorsi stabili e strutturati;
• applicare l’obbligo di destinazione di una quota non inferiore al 10% delle contravvenzioni al Codice della strada per interventi a favore dell’utenza non motorizzata;
• lavorare con le forze dell’ordine per contrastare i furti di bicicletta, che a Lodi sono numerosi.
19. È necessario rivedere il sistema del bike sharing, che è uno degli ingredienti di una ricetta moderna della mobilità di una città: in una città come Lodi deve funzionare meglio dell’attuale. Intendiamo valorizzarlo non come mezzo per la promozione del turismo – non funziona – ma come elemento importante del sistema di interscambio parcheggi/centro città.

Gestione dei rifiuti

20. La raccolta differenziata è importante e deve essere migliorata, resa più efficiente e non deve essere causa di degrado e di sporcizia. Vogliamo partire dagli uffici della pubblica amministrazione per mettere in campo numerosi interventi:
• Informazione: deve essere innanzitutto aumentata l’informazione sul tema della gestione dei rifiuti, sui vantaggi della raccolta differenziata, con incontri mirati nei quartieri e percorsi educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, per responsabilizzare tutti i cittadini e le cittadine e spiegare i vantaggi di una corretta gestione dei rifiuti.
• Sportello Ecologico: proponiamo l’istituzione di uno Sportello Ecologico, un luogo dove i cittadini possono accedere a tutti i servizi relativi ai rifiuti forniti dal Comune e da ASTEM Gestioni (prossimamente SOGIR). Allo Sportello Ecologico sarà possibile chiedere informazioni, segnalare disservizi, ricevere i sacchetti per la raccolta dell’umido, ritirare e/o sostituire i contenitori dei rifiuti.
• Ampliamento delle isole ecologiche: le isole ecologiche con i cassonetti apribili con la tessera sanitaria, dislocate attualmente solo in alcuni punti della città, dovranno essere installate in almeno due punti per ogni quartiere (in relazione alla popolosità del quartiere stesso). Alla raccolta di carta, secco, umido e plastica dovranno essere affiancati nuovi contenitori specifici per la raccolta di pile e batterie, toner e cartucce, piccoli elettrodomestici e piccoli rifiuti elettronici, recupero olio alimentare usato, lampadine a basso consumo, ceramica e vasi in terracotta.
• Netturbino di quartiere: proponiamo di valutare con attenzione l’istituzione di un servizio di pulizia e monitoraggio del quartiere che consiste nella raccolta di rifiuti abbandonati su strade pubbliche e/o a uso pubblico del Comune, nonché lo svuotamento dei cestini.
• Rimettere i cestini: i cestini portarifiuti, molti dei quali rimossi nei mesi passati, dovranno essere ripristinati e aumentati di numero. Lo svuotamento frequente sarà assicurato dal netturbino di quartiere. Inoltre, per migliorare la pulizia dei marciapiedi e di quelle aree in cui si presenta maggiormente il degrado è necessario dotare gli spazi urbani di un maggior numero di cestini/distributori di sacchetti per la raccolta degli escrementi canini.
• Pulizia delle strade: è necessario potenziare il servizio di pulizia delle strade, aumentando la frequenza di passaggio dei mezzi (almeno ogni due settimana) soprattutto nei quartieri periferici dove attualmente la pulizia avviene mensilmente.
• Pulizia caditoie: è necessario migliorare la pulizia di caditoie e griglie stradali destinate allo scarico delle acque meteoriche dislocate in strade e aree pubbliche, soprattutto nei mesi autunnali.
• Mantenimento del decoro delle aree periferiche: intendiamo valutare la possibilità di introdurre un servizio di pulizia, a cadenza mensile o “a chiamata” su segnalazione da parte dei cittadini, di quelle aree nelle immediate vicinanze al centro abitato, come strade consortili, fossi, canali, ecc. diventate oramai delle vere discariche abusive, potenziando il contrasto ai “furbetti del pattume”.
• Pianificazione: per favorire la raccolta differenziata nei nuovi edifici, proponiamo di vincolare l’autorizzazione edilizia ai nuovi progetti alla presenza di uno spazio adeguato per il ricovero dei bidoni condominiali. Intendiamo necessario aumentare la raccolta differenziata negli edifici del settore terziario, ad esempio l’Ospedale che attualmente non effettua la differenziazione dei rifiuti;
21. Proponiamo di valutare in modo approfondito la possibilità di introduzione della “tariffa puntuale”, ossia di un sistema di raccolta che preveda il riconoscimento della provenienza del rifiuto e quindi il pagamento di una parte della TARI in relazione alle quantità di rifiuti effettivamente smaltiti. Si tratta di un sistema già operativo in numerose città e che presenta molti vantaggi, ma deve essere ben progettato (tipologia di rifiuti coinvolti, modalità di registrazione e di controllo) e necessita di una forte attività di sensibilizzazione per evitare smaltimenti non corretti dei rifiuti.

Cibo ed economia circolare

22. Riteniamo sia necessario incentivare tutte quelle pratiche che rientrano nell’economia circolare, specie in relazione al fatto che quello di Lodi è un territorio che ancora vanta una vocazione agricola. Puntare a valorizzarla può generare valore locale e occupazione. Per farlo, vogliamo:
• valorizzare il ruolo del Parco Scientifico Tecnologico, che è partner del primo Master in bioeconomia ed economia circolare in Italia;
• favorire tutte le pratiche di riciclo, riuso, upcycling, rigenerazione, riparazione, scambio di elettrodomestici, attrezzature per l’infanzia, bici… Realtà di questo tipo a Lodi ci sono già, intendiamo individuare dei modi (social network, siti, luoghi fisici) per metterle in contatto, anche nell’ambito dello Sportello Energia o lo Sportello ecologico;
• valutare, sul modello di altre città europee e italiane, l’adozione di una “food policy” comunale, che punti a ridurre al massimo gli sprechi di cibo, favorire il consumo di cibo sano e di qualità, e a migliorare l’informazione sulle tematiche dell’alimentazione;
• mettere in contatto i produttori di cibo biologico e i negozi di prossimità;
• incentivare il più possibile l’autoproduzione di cibo: ampliare gli orti urbani e l’agricoltura di prossimità sfruttando aree inutilizzate, “chiudendo il ciclo” usando il compost prodotto dagli scarti;
• favorire gli scambi di informazioni e le iniziative tra supermercati, mense, parrocchie, centri di raccolta, mercatini rionali, per ridurre gli imballaggi, gli spostamenti e gli scarti, soprattutto per dare cibo sano e accessibile alle fasce più deboli (anziani, bambini e famiglie in povertà);
• coinvolgere le comunità straniere nelle dinamiche di produzione/ distribuzione/ consumo del cibo, e recupero degli scarti;
• coinvolgere le scuole, oltre che contro il fumo, anche contro l’obesità. Proponiamo inoltre di consentire l’utilizzo di doggy bag in cui i bambini possono mettere le merende non consumate a scuola;
• puntare a usare stoviglie compostabili nelle scuole e nelle mense pubbliche;
• promuovere e coordinare la raccolta differenziata anche in occasione di eventi pubblici quali le notti bianche o le feste annuali, altrimenti lasciate abbandonate;
• valutare la possibilità di riduzione della tassa rifiuti per tutte le realtà commerciali che collaborano con associazioni senza scopo di lucro per la cessione dei beni in via di scadenza, in questo modo donati a famiglie bisognose o messe a disposizione della collettività;
• aumentare ulteriormente il numero delle case dell’acqua.