URBANISTICA, UNIVERSITÀ, AREE VERDI

URBANISTICA, UNIVERSITÀ, AREE VERDI

Fermare il consumo di suolo, valorizzare l’edificato esistente, coinvolgendo la cittadinanza attraverso modelli partecipativi. Integrare l’Università con la città. Migliorare la gestione delle aree verdi: più manutenzione e meno progetti troppo costosi.

Lodi e il suo territorio

23. La riforma delle Province proposta dal Disegno di Legge del ministro Delrio che intendeva affossare le Amministrazioni provinciali, è stata parzialmente contrastata dall’esito del referendum del 4 dicembre 2016. Il risultato è che il ruolo delle Province è tuttora poco definito, è caratterizzato da un ridotto controllo democratico sulle scelte di questi enti e da pesanti tagli ai loro bilanci. Se non verrà risolta, questa situazione di stallo avrà ripercussioni pesantissime su diversi servizi ai cittadini, la cui erogazione non potrebbe più essere garantita. Il primo obiettivo deve essere quello di mantenere tutti i servizi e di presidi territoriali (per esempio Camera di Commercio, Ufficio Motorizzazione Civile) che rischiano di essere trasferiti altrove, probabilmente presso la Città metropolitana. Inoltre, l’apertura dell’Università, il rilancio del settore agroindustriale e del turismo cosiddetto “minore” devono essere l’occasione per ridisegnare nuove prospettive di sviluppo, di crescita e occupazione.
24. Il tema degli accorpamenti territoriali non può più essere procrastinato: proponiamo la messa in campo di un più stretto rapporto con il territorio del Cremasco e del Cremonese, per porre le basi per una Provincia più ampia ma omogenea per caratteristiche territoriali, produttive e sociali.

Urbanistica

25. L’obiettivo che ci poniamo nell’immediato è fermare il consumo di suolo, valorizzare l’esistente incentivando la ristrutturazione e promuovendo interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati. Per operare in questa direzione è necessario verificare le reali necessità di espansione quantitativa della città e tutte le volumetrie inutilizzate, residenziali, industriali o pubbliche, a Lodi come in tutta la Provincia. Dopo la proroga di 30 mesi della L.R. 31/2014, la scadenza del Documento di piano e del Piano delle Regole del Piano di Governo del Territorio nel maggio 2017 è un’occasione per orientare nella direzione indicata la strategia urbanistica di Lodi. In questo modo, sarebbe possibile porre fine al grande ritardo accumulato nell’approvazione del Piano per la tutela dell’architettura minore cittadina e della città storica (SIRBEC), avviato ma mai portato a termine dalle due precedenti Amministrazioni.

Business Park a Villa Igea

26. L’area adiacente a Villa Igea deve tornare alla sua destinazione agricola originaria, archiviando il progetto che prevedeva il sacrificio di 300.000 metri quadrati di suolo agricolo e fertile per la realizzazione del Business Park, incubatore di impresa legato al Parco Tecnologico Padano. Fin dall’inizio, sono stati evidenziati i danni ambientali e i punti deboli di questo progetto che prevedeva la costruzione di capannoni e palazzine al posto di terreno fertile. I fatti hanno dato ragione a chi aveva dubitato della validità della proposta contenuta nel progetto del Business Park: dopo oltre un decennio dalla sua previsione nessuno ipotizza più la sua realizzazione. L’idea del Business Park era nata prima della crisi degli anni 2007-2008, che ha reso disponibili molte aree industriali dismesse e nei fatti non è mai decollata, neppure in vista di EXPO 2015: semplicemente non si è mai avuta traccia di operatori interessati a collocarsi in quell’area, del tutto scollegata, fisicamente, sia dal Parco Tecnologico Padano che alla città. Come conseguenza, è diminuita la competitività di un’area come quella a fianco di Villa Igea, completamente da costruire su terreno agricolo, non servita da mezzi pubblici e scollegata dal trasporto ferroviario. Il fatto che in questi 10 anni non ci siano stati proposte vere e strutturate è significativo. Il pericolo che l’area diventi oggetto di progetti di sviluppo diversi da quelli del Business Park è reale, ed è necessario evitare che quell’area possa essere coinvolta in operazioni speculative.
27. Proponiamo uno sviluppo del territorio diverso e non basato sul consumo di suolo, in cui si valorizza l’esistente e si prendono sul serio gli impegni di evitare altre edificazioni oltre il limite della Tangenziale.

Area ABB

28. La trasformazione dell’Area ex-ABB prevista dal Piano Integrato di Intervento già approvato necessita di modifiche, da concordare con il privato proprietario dell’area che si appresta a concretizzare il suo investimento immobiliare. Facciamo in particolare riferimento agli aspetti che attengono alla viabilità e alla sosta, soprattutto nella parte retrostante la Stazione ferroviaria, a causa della mancanza di un numero sufficiente di parcheggi auto a servizio dei pendolari, di spazio per l’accesso intermodale alla stazione e di spazi di sosta per i bus. Ogni intervento privato, per quanto necessario e vitale per l’economia comunale, non può oggi non rientrare in un piano strategico della trasformazione urbana a vantaggio della comunità e del suo benessere.

Aree dismesse

29. La trasformazione delle aree dismesse (come l’ex Consorzio Agrario o l’ex Linificio) deve avvenire coinvolgendo la cittadinanza attraverso modelli partecipativi che tengano conto dei reali bisogni di chi in città ci abita. Siamo contrari a massimizzare gli introiti monetari a favore delle casse pubbliche a discapito dell’uso pubblico e collettivo di queste aree. Occorre quindi un progetto complessivo che, partendo da un puntuale censimento degli spazi pubblici sottoutilizzati, risponda alla domanda crescente di spazi disponibili da destinare a fini culturali, sociali, aggregativi, nonché della necessità di risolvere il problema della congestione dei pullman nelle ore mattutine. Come spiegato anche nella parte del programma dedicata al lavoro, puntiamo al recupero e al reimpiego di strutture pubbliche attualmente inutilizzate per l’allestimento di spazi lavorativi condivisi (co-working) stimolando la nascita di nuove imprese soprattutto in ambito giovanile e femminile.
30. Nella trasformazione dell’area dell’ex-Consorzio, deve essere considerata l’esigenza di un nuovo sottopasso della ferrovia, fra la stazione bus di Via Polenghi e via General Griffini, con un nuovo accesso ai binari della stazione ferroviaria, per risolvere i problemi di congestione del sottopasso esistente e i problemi di accesso ai binari di disabili e biciclette.

Università

31. L’apertura del prossimo anno accademico segnerà il definitivo trasferimento di una parte dell’’Università Statale di Milano (Facoltà di Veterinaria) a Lodi: è necessario colmare il ritardo nella preparazione a questo appuntamento, valutando la capacità ricettiva e di accoglienza degli studenti, nonché i collegamenti fra l’Università, la città e la Stazione Ferroviaria.
32. Per fare sì che l’Università a Lodi sia davvero un’opportunità, e che non faccia la fine delle precedenti esperienze universitarie, più ridotte, ospitate in città, è necessario urgentemente porre rimedio agli evidenti problemi di accessibilità della sede. È indispensabile un servizio di servizio di trasporto pubblico (bus-navetta) con corse ogni 10-15 minuti da e per la sede universitaria. L’utilizzo di bus navette a trazione elettrica, già utilizzati in molti contesti, potrebbe essere un elemento distintivo del servizio. È inoltre necessario un collegamento ciclabile, sicuro e diretto, fra la stazione ferroviaria e la zona dell’Università, anche attraverso la realizzazione di un ponte ciclopedonale sulla tangenziale fra via Precacesa e Via Curie, per permettere di ridurre i tempi di percorrenza ed evitare il giro più lungo da Via del Sandone.
33. Siamo contrari all’edificazione oltre il limite della Tangenziale, per la realizzazione su aree attualmente agricole di residenze e alloggi per l’accoglienza degli studenti universitari fuori sede. Siamo invece favorevoli a interventi nell’ambito del centro abitato, nonché alla definizione di una rete alloggiativa per gli studenti, che coinvolga famiglie e anziani anche attraverso un diretto intervento dell’Amministrazione Comunale per facilitare l’incontro fra domanda e offerta.

Verde urbano

34. Le aree verdi, oltre che elemento di qualità urbana, sono segnali fondamentali dell’attenzione per l’ambiente di una città. Alla domanda “tradizionale” di verde con funzioni sociali, educative, ricreative, ludiche e sportive, si affianca la richiesta di aree verdi che possano assolvere a funzioni come la tutela delle biodiversità e l’incentivazione dell’agricoltura urbana, il miglioramento della qualità dell’aria e delle condizioni climatiche, la permeabilità dei suoli che contribuisce al contenimento delle acque meteoriche.

Gestione del verde

35. In primo luogo, è necessario migliorare la gestione del patrimonio esistente che in questi anni è stata carente e priva di una seria programmazione, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Una corretta manutenzione passa attraverso la conoscenza qualitativa e quantitativa del patrimonio verde nelle sue declinazioni non solo arboree e arbustive, ma anche rispetto alle dotazioni di attrezzature e di arredi. Questa ricognizione del verde urbano, restituita attraverso un’anagrafica delle singole aree e della loro consistenza, permetterà di comprendere come affrontare una corretta manutenzione delle aree esistenti e metterà in luce l’eventuale necessità di riqualificazione di altre aree. Riqualificazione da realizzarsi attraverso interventi mirati come nuove piantumazioni, nuovi arredi, il controllo e la messa in sicurezza delle attrezzature di gioco, o l’eventuale installazione di giochi per bimbi con diverse abilità. Il lavoro di ricognizione sull’esistente e l’analisi dei reali bisogni permetterà anche di programmare nuovi interventi per dotare di spazi verdi quei quartieri della città che ne sono privi. Non esistono infatti solo i grandi parchi, è altrettanto importante valorizzare i giardini di isolato, di quartiere, gli spazi residuali, gli spalti, le numerose alberate, gli arbusteti e le siepi che contraddistinguono e qualificano le strade della nostra città.
36. Una corretta gestione manutentiva del verde deve essere affiancata da un progetto di più ampio
respiro quale la creazione di una rete di connessione fisica e virtuale: fisica, ampliando la rete cittadina delle ciclabili anche in funzione del collegamento dei diversi spazi verdi urbani; virtuale, con la messa on line dei servizi offerti dalle differenti aree, quali la consistenza del patrimonio arboreo e arbustivo presente, le attrezzature offerte, le aree gioco suddivise per età.

Parco dell’Isola Carolina

37. È sulla base delle precedenti premesse che intendiamo porci rispetto a una nuova e migliore fruibilità del al Parco dell’Isola Carolina. Siamo contrari al progetto di riqualificazione sostenuto dall’Amministrazione uscente i cui costi, che giudichiamo sovradimensionati ed eccessivi, toglierebbero risorse economiche per la corretta gestione delle altre aree verdi della città.  Riteniamo che sia invece necessario e urgente un intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Isola Carolina, che risani il Parco e ne consenta una rinnovata e piena fruizione, con più spazi e giochi rinnovati per i bambini, non solo zone a pagamento, con aree verdi fruibili dalle famiglie e spazi gioco.

Parco del Pulignano

38. Il Parco del Pulignano, oasi naturale a vocazione agricola all’interno del contesto cittadino, deve essere oggetto di un’azione di tutela e valorizzazione che, di concerto con i proprietari delle aree, ne favorisca la conservazione e la promozione, senza snaturarne l’originalità agricola. L’obiettivo può essere raggiunto tramite percorsi tematici volti alla conoscenza del patrimonio autoctono e attraverso la valorizzazione delle testate dei fontanili e delle relative aste mediante l’intervento del loro recupero ambientale. La messa a dimora di specie autoctone al contorno, il consolidamento ripariale con interventi d’ingegneria naturalistica, la pulizia delle polle acquifere, consentirebbero una nuova fruibilità di queste aree da parte dei visitatori e delle scolaresche.

Parco del Belgiardino

39. Il Parco del Belgiardino deve essere oggetto di un intervento di rilancio, affinché possa tornare a essere un parco godibile e fruibile da tutti in ogni stagione. Potrebbe diventare un punto di riferimento per l’attività sportiva all’aria aperta, con sentieri, percorsi, campi di calcio, pallavolo, tiro con l’arco ben curati, e naturalmente gli sport d’acqua, che già ci sono ma potrebbero essere più valorizzati e conosciuti. Oltre al percorso vita, con strutture semplici e ben tenute, intendiamo allestire anche un percorso naturalistico in grado di ospitare uscite e corsi regolari da parte delle scuole.

Animali in città

40. Una città moderna è una città che si occupa non solo degli Homo Sapiens, ma anche delle altre specie animali. Numerose sono i cittadini e le Associazioni che si occupano dei cani e dei gatti, e del loro stato di benessere. Nonostante questo il numero di abbandoni non sembra diminuire. In questi anni di crisi economica il terzo settore ha acquisito un’importanza sempre maggiore affiancando e talora sostituendo le istituzioni nella gestione di questo problema. Sul territorio lodigiano esistono associazioni meritevoli che si occupano di gatti e cani svolgendo un’efficace opera di prevenzione e controllo del randagismo. Riteniamo che sia necessaria un’azione efficace su questo tema, dando attuazione all’art. 6 del Regolamento per la tutela, il benessere e i diritti degli animali in città approvato dal Consiglio Comunale nel 2010, che istituisce l’Ufficio Diritti Animali (U.D.A.), che può avvalersi della collaborazione delle associazioni per progetti specifici.
41. Per sostenere il lavoro dei tanti volontari che si prendono cura degli animali, riteniamo necessario dare ospitalità gratuita in strutture comunali alle associazioni che assolvono a compiti che dovrebbero spettare agli enti pubblici, aiutandole economicamente per quanto riguarda le spese correnti, acqua luce e gas. Riteniamo sia altresì da valutare la possibilità di allestire un gattile comunale per i gatti randagi.
42. Numerosi sono i cittadini lodigiani che possiedono uno o più cani e purtroppo sono evidenti in molte parti della città i comportamenti incivili di cittadini che non si occupano affatto delle deiezioni dei loro animali, che li portano a spasso senza utilizzare guinzagli idonei e sprovvisti di museruola. Ciò accade ovunque, anche al mercato, ma in special modo nei pressi delle aree verdi. Riteniamo che sia necessaria un’azione efficace su questo tema:
• distribuendo capillarmente nei quartieri gli appositi cestini per il conferimento delle deiezioni;
• esercitando una decisa azione sanzionatoria nei confronti dei proprietari dei cani che non ottemperano agli obblighi di legge che impongono la raccolta delle deiezioni in ogni luogo della città e il successivo conferimento nei cestini adibiti alla loro raccolta;
• effettuando una campagna di educazione della cittadinanza relativamente al codice di condotta necessario per frequentare spazi pubblici in sicurezza con il proprio cane (osservanza delle regole inerenti la raccolta e il conferimento delle deiezioni canine, l’utilizzo del guinzaglio, della museruola) e i rischi inerenti la salute umana correlati all’abbandono delle deiezioni canine e alla mancanza della museruola;
• migliorando e/o manutenendo le aree di già esistenti in città, in modo che siano sicure e accoglienti per i cani ma anche per i cittadini che vi abitano e transitano nelle vicinanze, nonché prove di essenze vegetali velenose per i cani;
• identificando nuove aree di sgambatura ben attrezzate sia per i cani che per i padroni (panchine, zone d’ombra, fontanelle…), dislocate nelle diverse zone della città (per esempio S. Bernardo).
43. L’apertura delle aree verdi all’ingresso dei cani è una questione delicata che presuppone prima l’acquisizione, da parte della popolazione che possiede un cane, di un comportamento adeguato e, lato amministrazione, del funzionamento del meccanismo di controllo-sanzione, che oggi non c’è. È però una questione che va affrontata: proponiamo di avviare una sperimentazione che, dopo una campagna di informazione e sensibilizzazione di 6 mesi, porti all’apertura sperimentale ai cani, per tre mesi, di due dei parchi pubblici lodigiani, in condizioni di sicurezza per i cittadini che il parco già lo utilizzano. Sarà quindi valutata in modo attento l’osservanza delle regole inerenti la raccolta delle deiezioni canine e l’utilizzo del guinzaglio e della museruola; dopo un periodo di verifica sarà valutata la possibilità di continuare con l’apertura, di tornare alla situazione precedente o di allargare ad altre aree la sperimentazione.